Ho fatto un elenco delle attività che il decreto Digitalia assegnerebbe esplicitamente all’Agenzia per l’Italia Digitale, attività che si sommano e si integrano con quelle previste dalla legge 183/2012 che l’ha istituita. Naturalmente si tratta solo di un esercizio di approfondimento necessariamente provvisorio, visto che il decreto è circolato finora soltanto in bozza.

Le nuove competenze più voluminose, sempre limitandoci alle azioni previste dal decreto, sono evidentemente due: il sostegno alla ricerca e all’innovazione e le comunità intelligenti. La prima sembra svolgersi lungo binari noti e già praticati, mentre la seconda è descritta dal decreto in modo meno chiaro ed organico e suscita (almeno in me) qualche perplessità. Speriamo in una maggiore efficacia espositiva nella versione finale del decreto, attesa per fine mese.

Agenda digitale

  1. Relazione annuale al Parlamento (art. 1 c. 3)

Identità digitale

  1. Opinione sulle modalità di realizzazione del domicilio digitale del cittadino (art. 6 c. 3)
  2. Opinione sulle modalità di realizzazione della comunicazione di nascita e morte telematica (art. 9 c. 4)

Dati di tipo aperto e inclusione digitale

  1. Determinazione di casi eccezionali di messa a disposizione di dati di tipo aperto (art. 16 c. 1)
  2. Promozione delle politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico nazionale, redazione di un’agenda annuale e di un rapporto annuale e definizione di linee-guida tecniche (art. 17 c. 1)
  3. Definizione delle specifiche tecniche delle postazioni informatiche relativamente all’accessibilità (art. 18 c. 1)
  4. Gestione delle segnalazioni di inadempienza alle regole di accessibilità dei servizi (art. 18 c. 5)

Pagamenti elettronici

  1. Definizione delle specifiche dei codici identificativi dei pagamenti elettronici alle pubbliche amministrazioni (art. 31 c. 1)

Sostegno alla ricerca e all’innovazione

  1. Promozione della definizione e dello sviluppo di grandi progetti strategici di ricerca e innovazione connessi con la realizzazione dell’Agenda Digitale Italiana in conformità con il programma europeo Horizon 2020 su numerosi temi (comunità intelligenti, produzione di beni pubblici rilevanti, rete a banda ultralarga fissa e mobile e relativi servizi, valorizzazione digitale dei beni culturali e paesaggistici, salute, sostenibilità ambientale, trasporti e mobilità, difesa e sicurezza) come pure al fine di mantenere e incrementare la presenza sul territorio nazionale di significative competenze di ricerca e innovazione industriale. (art. 36 c. 1 che modifica la legge 134/2012 istitutiva dell’Agenzia). Le modalità di attuazione previste sono tre:
    • realizzazione di prototipi industriali, attraverso chiamate di manifestazione di interesse da parte di imprese e organismi di ricerca, valutazione tecnico-scientifica delle proposte, definizione di soluzioni di copertura finanziaria attraverso diversi strumenti, incluso il risk sharing facility per l’innovazione digitale (RSFID) concordato con investitori istituzionali nazionali ed europei;
    • ricerca finalizzata a prodotti/servizi innovativi utili a soddisfare bisogni della pubblica amministrazione, attraverso intese o accordi di programma con amministrazioni pubbliche, individuazione delle risorse pubbliche necessarie, definizione e sviluppo dei servizi/prodotti innovativi mediante appalti pubblici innovativi e aggiudicazione dei relativi bandi;
    • ricerca e sviluppo di prodotti non presenti sul mercato volti a rispondere a una domanda pubblica, attraverso risorse provenienti dal Fondo per la crescita sostenibile, dal Fondo FAR e da fondi strutturali individuati dal Piano di azione-coesione
  1. Pubblicazione almeno annuale di sollecitazioni dirette alle pubbliche amministrazioni dirette ad acquisire segnalazioni di problemi di particolare rilevanza sociale o ambientale che non trovano risposta nel mercato, loro valutazione e attivazione di appalti pre-commerciali finalizzati alla individuazione della migliore soluzione (art. 37 c. 2).

Comunità intelligenti

  1. Definizione di strategie e obiettivi, coordinamento del processo di attuazione e predisposizione degli strumenti tecnologici ed economici per il progresso delle comunità intelligenti (art. 39 c. 1).
  2. Predisposizione del Piano annuale delle comunità intelligenti, del rapporto annuale sulla sua attuazione e delle relative linee guida (art. 39 c. 2).
  3. Partecipazione al Comitato tecnico delle comunità intelligenti (art. 39 c. 3).
  4. Recepimento delle proposte di standard tecnici avanzate dal Comitato (art. 39 c. 4).
  5. Opinione sull’istituzione dello Statuto della cittadinanza digitale, che prevede protocolli d’intesa tra Agenzia e pubbliche amministrazioni aggiornati annualmente (art. 39 c. 5).
  6. Svolgimento di consultazioni pubbliche periodiche concordate con le amministrazioni pubbliche locali interessate (art. 39 c. 6).
  7. Misurazione del rispetto dei protocolli di intesa, vincolante per l’accesso ai fondi pubblici rilevanti (art. 39 c. 8).
  8. Istituzione della Piattaforma nazionale delle comunità intelligenti, comprendente un catalogo delle applicazioni, dei dati e dei servizi informativi e un sistema di monitoraggio (art. 40 c. 1).
  9. Promozione della pratica del riuso, adozione e promozione di formati e processi standard e definizione di standard aperti e regole di interoperabilità relativamente ai servizi innovativi per le comunità intelligenti (art. 40 c. 2).
  10. Svolgimento di attività di mappatura, di coordinamento, di definizione di standard tecnici e di promozione necessari alla creazione del catalogo dei dati e dei servizi informativi delle comunità intelligenti (art. 40 c. 3).
  11. Definizione di indicatori statistici e di processi di raccolta e gestione per valutare i benefici attesi dal Piano nazionale delle comunità intelligenti, produzione di rapporti almeno annuali, pubblicazione dei dati raccolti in forma riutilizzabile (art. 40 c. 4).
  12. Vigilanza sul rispetto dei criteri di inclusione intelligente nelle procedure di appalto delle amministrazioni aderenti allo Statuto delle comunità intelligenti (art. 41 c. 4).
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