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Naturalmente sto seguendo gli sviluppi parlamentari del DL 83/2012, che definisce fra l’altro la nuova Agenzia digitale. Cerco di dedicare meno tempo possibile a questa impresa ma non è facile: gli archivi del sito della Camera sono abbastanza completi e aggiornati ma, al centro di tutto, più che l’utente c’è l’istituzione.

Nei giorni scorsi sono stati presentati circa 1900 emendamenti. Di questi, le commissioni Finanze e Attività produttive ne hanno dichiarati inammissibili un gran numero, tra i quali il solito assortimento di commi ed articoli più o meno fantasiosi infilati qua e là tanto per provarci.

Durante la seduta di lunedì 16 luglio le commissioni hanno esaminato gli emendamenti agli art. 19-22 approvandone pochissimi, che non modificano il profilo dell’Agenzia. Sono stati invece accantonati, cioè rinviati ad un esame più approfondito, alcuni emendamenti molto interessanti, come gli emendamenti 20.5, 20.7, 20.9, 20.13, 20.14, 20.15 e 20.12 che cercano di rimediare all’imprecisa definizione delle funzioni dell’Agenzia, uno dei difetti principali del testo originario. Di particolare interesse, l’emendamento 20.5 (e il 20.7 apparentemente identico) esplicita la partecipazione “all’attuazione di programmi europei e nazionali anche al fine di attrarre, individuare, reperire, gestire e monitorare le fonti di finanziamento finalizzate allo sviluppo della Società dell’informazione”.

Tra oggi e domani è previsto il termine dell’esame in commissione, mentre domani o lunedì 23 il decreto-legge dovrebbe passare in aula. Vedremo cosa succederà.

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