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Il 10 luglio verrà pubblicato il bando FP7-ICT-2013-10 con il quale prenderà avvio la  European Cloud Partnership, un’iniziativa lanciata a gennaio dal VP Neelie Kroes.

Si tratta di un’iniziativa piuttosto ambiziosa, innovativa e complessa con la quale la UE mira a sviluppare il mercato dei servizi cloud a livello europeo facendo leva sulla domanda non dei consumatori ma delle amministrazioni e, in ultima analisi, dei cittadini.

Tutti noi abbiamo sotto gli occhi l’esplosione del mercato dei servizi basati in un modo o in un altro sul cloud, prodotta dai servizi consumer di Google, Amazon, Facebook, Apple, Twitter, Dropbox, insomma prevalentemente dall’industria USA. Ma l’adozione del cloud da parte della pubblica amministrazione europea, alla quale nei mesi scorsi DigitPA ha dedicato un documento di raccomandazioni, potrebbe portare allo sviluppo di un mercato altrettanto interessante.

I requisiti di questi clienti sono però molto particolari e in parte incompatibili, tra gli altri, con il modello di riservatezza e sicurezza sviluppato per il mercato consumer globale. Se però le amministrazioni europee potessero concordare requisiti tecnici e giuridici comuni, e se l’industria potesse collaborare nell’implementarli, il settore pubblico disporrebbe sul mercato di servizi cloud adottabili più celermente, e contribuirebbe così allo sviluppo di un mercato europeo dei servizi cloud (qualsiasi cosa si intenda con questa espressione: IaaS, PaaS o SaaS).

In una prima fase, con il bando di luglio la ECP coinvolgerà le organizzazioni pubbliche interessate a preparare e a coordinare una successiva fase di appalto precommerciale che svilupperà insieme all’industria (europea e non) un portafogli di servizi cloud adeguati alle loro peculiarità. Entro la fine del 2013, dopo la fase precommerciale, i risultati prodotti dalla ECP saranno utilizzabili da qualsiasi soggetto pubblico per acquisire attraverso le usuali procedure commerciali i servizi cloud che diverranno nel frattempo disponibili .

Una partecipazione italiana all’iniziativa è attualmente in preparazione, sperando che la discontinuità causata dalla istituzione della nuova agenzia digitale italiana non introduca rallentamenti.

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