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Da mercoledì a venerdì scorsi sono stato a Bruxelles per la prima riunione del Comitato ISA e per una delle ultime dell’eGovernment Subgroup i2010. A parte il lavoro, Bruxelles riserva spesso delle belle sorprese.

La primavera avanza, e passando dal sud al nord la differenza si vede, eccome ! Arrivato all’albergo mercoledì verso le otto di sera il sole non accenna a tramontare, mentre un venticello molto fresco invita ad esplorare la città. Esco a razzo dall’albergo e cammino verso Place de Luxembourg attraversando il Parc de Bruxelles: non esattamente un zona esotica ma i riquadri coltivati a tulipani nei giardinetti non lasciano indifferenti. Dopo una cena leggera ed economica al ristorante Hinodeya (ひのでや) torno verso Marché aux Herbes.

Improvvisamente mi soprende la Sint-Michiels-en Sint-Goedelekathedraal, la cattedrale di San Michele e Santa Gudula, illuminata dai fari nella notte. Mi siedo su una panchina di fronte al portale e guardo con calma la facciata.

Di fianco noto un container con raffigurazioni di falchi in volo. Mi avvicino e scopro un punto di osservazione di falchi pellegrini. A Roma non sono mai spariti, ma a Bruxelles l’inquinamento li aveva allontanati fino al 2004. Da allora, un coppia ha nidificato su una delle torri della cattedrale da dove sono osservati amorevolmente da due telecamere. Verso marzo la femmina depone tre o quattro uova, e i falchetti prendono il volo a fine maggio. Restano quindi ancora pochi giorni.

Tornando a piedi in albergo noto delle nuove targhe in Rue des Colonies, risultato di una recente azione antirazzista (e un po’ francofona, visto che il nome della strada in francese è seguito da “straat” senza l’inevitabile traduzione in fiammingo).

Giovedì e venerdì li ho passati chiuso a Berlaymont e a Rue Froissart, e la sera di venerdì sono scappato verso l’aeroporto come al solito, ma stavolta ho dovuto scavalcare i cavalli di frisia del vertice anti-crisi.

Sull’aereo leggo su Le Soir gli incredibili sviluppi della crisi belga all’indomani dello scioglimento del Parlamento: altro che Lega! Capire cosa potrebbe succedere in Belgio è un insegnamento indispensabile per tutti gli italiani.

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