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“Il miglior rimedio per un giorno di pioggia”. Così è presentata la ricetta della zuppa di pesce di Bergen in un noto sito di ricette. La minestra di pesce che ho preparato oggi me la tiravo dietro dall’estate del 1972. Ero in giro per l’Europa con due amici, complice la famosa tessera Interrail. Ci fermammo all’ostello di Fitjar, in realtà una casa privata con una o due stanze a disposizione dei pochissimi ragazzi che si avventuravano fino a lì (non credo che ci sia più). La sera (era luglio e il sole non accennava a tramontare) percorremmo l’unica strada dell’isola, percorsa da ragazzini su motorini rumorosissimi, alla ricerca di cibo. Entrammo in un piccolo supermercato dove adocchiai una scatola di zuppa di pesce liofilizzata che portai a casa come un trofeo. La preparazione sul fornello elettrico che equipaggiava la stanza fu semplice, ma il risultato non piacque ai miei compagni, forse per la forte presenza di latte e di aneto. A me invece piacque moltissimo.

Fast forward to 2007. Torno a Oslo per lavoro e come al solito entro in un supermercato per portare un souvenir alla famiglia. Trovo delle buste di minestre liofilizzate norvegesi, tra cui la Bergensk fiskesuppe. A casa fu un successo.

Finalmente, stasera ho provato a prepararla con questa ricetta. Il risultato non è piaciuto a tutti (per la precisione, a una su quattro) ma io l’ho trovata una minestra memorabile, che ha lasciato in casa un delizioso profumo di ristorante scandinavo. Da rifare presto prima che finisca l’inverno. Ah, a proposito: oggi piove e il rimedio ha funzionato perfettamente.

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