Ryanair ha annunciato la sospensione temporanea in Italia dei voli domestici a partire dal 23 gennaio. A quanto pare, il direttore generale dell’ENAC, Alessio Quaranta, all’inizio di novembre aveva disposto l’emissione di un’ordinanza che obbliga le compagnie aeree ad accettare qualsiasi documento d’identità riconosciuto dalla legge italiana. A leggere il comunicato dell’ENAC sembra evidente che l’ordinanza sia stata concepita per impedire a Ryanair di accettare solo il passaporto e la carta d’identità, obbligandola invece ad accettare anche la licenza di pesca o il tesserino di conduttore di caldaie.

Ryanair ha chiesto al TAR la sospensiva del provvedimento dell’ENAC ma il TAR non ha accolto la richiesta semplicemente perché non ha riconosciuto un danno particolarmente grave causato dall’ordinanza.

Ryanair ha annunciato il ricorso al Consiglio di Stato spiegando che le sue politiche di sicurezza sono state accettate quattro anni fa da tutti i Paesi europei in cui opera, compresa l’Italia, e che accettare documenti eterogenei non gli è possibile senza compromettere significativamente la sicurezza a bordo dei suoi aerei.

Che senso ha questa battaglia per la liberalizzazione dei mezzi di identificazione sugli aerei ? Tanto più che i clienti di Ryanair, al momento dell’acquisto, si impegnano a presentarsi all’imbarco con uno dei due documenti d’identità.  Nella rete si possono leggere molte cose interessanti a proposito. Ma è certo che l’ENAC non perde un’occasione per prendere provvedimenti mirati contro Ryaniar, alla faccia dell’indipendenza amministrativa, in una guerra ampiamente pubblicizzata che sembra strettamente correlata agli infelici tentativi di tutelare le perdite di Alitalia.

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