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Ai primi di agosto, durante una bella vacanza in montagna, mi sono accorto di avere lasciato scadere la mia patente da ben quattro anni. Ho telefonato al più vicino posto dei carabinieri e mi è stato consigliato di passare alla ASL dove, dopo una visita medica, mi sarebbe stato rilasciato un certificato con il quale, in attesa del rinnovo del documento, avrei potuto continuare a “circolare”. Per la verità mi sono rivolto anche ad una scuola guida, dove invece ho saputo che, passati tre anni dalla scadenza, la patente non poteva essere rinnovata ed era invece necessario sostenere di nuovo gli esami di guida. Per questo motivo, peraltro, nessun medico legale mi avrebbe certamente rilasciato alcun certificato.

Poiché il processo per prendere la patente richiedeva tempi incompatibili con la durata delle mie vacanze, ed essendo l’unico in famiglia a guidare, non mi restava che scegliere: abbandonare l’auto in montagna e rientrare a Roma in treno con la famiglia al seguito, oppure tornare a casa in auto sperando di non venire fermato lungo la strada. Qualcuno in realtà mi aveva consigliato di fare finta di nulla e provare a sostenere comunque la visita medica, visto che il certificato mi avrebbe permesso di tornare a Roma in piena legalità e senza rischiare il sequestro del mezzo. Pensando però che l’irregolarità prima o poi sarebbe emersa, con conseguenze che mi era difficile prevedere, preferii tornare a Roma e risolvere lì il problema.

Fecì così, rischiando multe e sequestro, e il 14 agosto, appena tornato a casa, sono subito andato alla mia ASL dove il medico legale, pur vedendo che la patente era scaduta da quattro anni, sosteneva che alla Motorizzazione alle volte chiudevano un occhio e insisteva per rilasciarmi un certificato “per conferma validità”. Anche se ero poco convinto, il 17 agosto sono andato alla sede della Motorizzazione e ho presentato la domanda di rinnovo, corredata dell’originale del certificato medico. Allo sportello mi fu detto di ripassare ai primi di settembre per parlare con il capo del reparto che mi avrebbe chiesto di sottoscrivere una dichiarazione con la quale avrei evitato di sostenere nuovamente gli esami.

Ai primi di settembre sono tornato alla Motorizzazione e ho parlato con una collaboratrice del capo reparto, che quel giorno era assente. La signora mi ha spiegato che avrei potuto evitare di rifare gli esami se avessi potuto dimostrare che durante il periodo in cui la patente era scaduta avevo continuato a guidare. A titolo di esempio mi consigliava di allegare verbali di violazioni del codice della strada accertabili mentre l’auto è in movimento, come accessi nella ZTL o passaggi con il semaforo rosso, scartando invece le multe per divieto di sosta, che a suo dire non sarebbero state utili a questo fine. Ormai, vista la palese assurdità delle richieste, nella mia testa si facevano strada le supposizioni più estreme. Tentativo di corruzione ? Caso di demenza amministrativa ? Ormai ero in gioco e così decisi di continuare.

La patente scaduta – Secondo mese

La patente scaduta – Terzo mese

La patente scaduta – Ma perché succede tutto questo ?

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