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In un concorso per il sito meno usabile e meno accessibile d’Italia, il sito Sondaggi politico-elettorati curato dal Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del consiglio dei ministri potrebbe conquistare a mani basse una buona posizione. Sarebbe bello sapere, ad esempio, che bisogno c’è di rinchiudere i sondaggi all’interno di un frame largo la metà della pagina, obbligando il lettore ad usare continuamente la barra di scorrimento orizzontale. E magari anche perché le tabelle sono inserite come immagini, impedendone la lettura ai non vedenti.

Ma con un minimo di pazienza (suggerimento: “Apri collegamento in una nuova finestra”) e ringraziando il cielo per la mia buona vista, sono riuscito a leggere l’indagine IPSOS realizzata per il Sole 24 Ore a fine novembre, citata da Edmondo Berselli sull’ultimo numero dell’Espresso (“Cosa manca ancora al PD“).

Sarà vero che dopo tanti mesi “lo specchio è sempre quello”. E sarà anche vero che il PDL sembra avere costruito “un blocco sociale apparentemente inscalfibile”. Ma quel 34% che non sa o non vuole indicare per chi voterebbe in caso di elezioni anticipate ? In un clima acceso come quello attuale, non è strano che un terzo degli intervistati non voglia (o non sappia) dire come la pensa ?

Questo risultato mi ha fatto pensare quali risultati ci si potrebbe aspettare se si chiedesse a mille italiani: “Cosa intende guardare in televisione questa sera ?”. Ci si potrebbe aspettare un numero inferiore di indecisi ? Non credo. Le televisioni sono tante, con un offerta tanto vasta quanto generalmente di bassa qualità, con modalità di accesso differenziate sia in termini tecnologici che economici. Chi ha voglia di guardare qualcosa in televisione non pianifica con giorni di anticipo: si siede sul divano è preme il telecomando finché non trova qualcosa che lo cattura. E, salvo eccezioni, non sente il bisogno di comunicare le sue aspettative agli altri.

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