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Sono state pubblicate le statistiche europee sull’accesso e l’uso di Internet nel 2009. Forse il singolo dato che meglio mostra l’entità spaventosa degli ostacoli infrastrutturali e sociali allo sviluppo della società dell’informazione in Italia è quel 9% di donne tra i 16 e i 74 anni, quindi comprese le più giovani, che nel 2009 hanno usato Internet, anche una sola volta, per comprare beni o servizi.

Tra i motivi, messi in evidenza da tempo, si possono elencare la scarsa diffusione di Internet nelle case italiane, lo scarso numero di carte di credito, la scarsa disponibilità ad interazioni impersonali e naturalmente lo scarso tasso di occupazione e lo scarso reddito delle donne italiane.

Ma il fatto veramente terribile è che, rispetto ad una media UE del 34% e rispetto al 60% circa di Regno Unito, Svezia, Olanda e Danimarca, troviamo percentuali inferiori al 10% solo in Romania, Bulgaria, Grecia e Lituania, cioè per lo più in Paesi con economie neanche lontanamente paragonabili alla nostra. Se ne deduce perciò che in Italia gli altri fattori (prevalentemente sociali e psicologici) pesano molto più che altrove, determinando una scarsissima propensione all’ingresso nella società dell’informazione.

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